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Ecco un errore bloccante che non permette l'avvio di Outlook, ma che per fortuna è molto semplice da risolvere. Il comportamento è il seguente: all'avvio di Outlook compare il messsaggio di errore che cita:

Con rispostaImpossibile avviare Microsoft Outlook. Impossibile aprire la finestra di Outlook

e confermando l'errore Outlook si chiude, rendendo impossibile l'accesso alla posta ed ai Contatti.

 

La causa più frequente è la corruzione di un file di configurazione che serve per la gestione del Riquadro di Spostamento (la barra laterale sinistra in Outlook). L'intervento seguente non fa altro che cancellare e rigenerare questo file, ripristinando la configurazione predefinita. L'intervento rimuove anche gli eventuali collegamenti e le Cartelle preferite che erano state configurate in precedenza, ma almeno permette di nuovo l'accesso al proprio profilo.

Per eseguire questa operazione basta avviare Outlook con il parametro /resetnavpane.

In pratica basta usare il comando "Start -> Esegui..." e poi digitare:

 Outlook  /resetnavpane

 

Per un approfondimento sull'uso dei parametri di avvio di Outlook potete anche consultare questa guida: 

http://www.msoutlook.it/index.php?option=com_content&view=article&id=9
"I parametri di avvio"

 

 

In qualche raro caso il problema è invece legato ad altri problemi di configurazione. Si può allora fare riferimento a questo articolo di Knowledge Base: 

http://support.microsoft.com/kb/252304
"Messaggio di errore quando si avvia Outlook: "Impossibile aprire la finestra di Outlook," "è stato creato nessun profilo", o "Impossibile caricare l'elenco dei profili""

 

 

In alcuni messaggi di posta elettronica è possibile trovare degli strani allegati, che ad esempio riportano il nome "winmail.dat" oppure "ATT00008.dat" o simili. A dire il vero è possibile che questo succeda con programmi di posta elettronica diversi da Outlook che il destinatario utilizza per leggere la posta che è stata inviata con Outlook.

Cosa sono questi allegati? Cosa contengono?

Questi allegati sono il risultato di una mancata o cattiva interpretazione del formato utilizzato per l'invio da parte del programma che riceve il messaggio. Per dirla tutta, questa situazione si può presentare quando viene utilizzato il formato RTF per l'invio di messaggi, ed Outlook è impostato per forzare l'utilizzo di un formato proprietario chiamato "RTF per Microsoft Outlook" che effettua una codifica del contenuto usando il formato TNEF (Transport Neutral Encapsulation Format).

Questa codifica è stata adottata per permettere la gestione di elementi speciali che Outlook usa in casi specifici, come ad esempio i pulsanti di voto o alcuni form personalizzati. Ha quindi senso il suo utilizzo principalmente in un ambito di rete aziendale in cui tutti i client utilizzano Outlook come programma di posta elettronica e dove tutti possono beneficiare dell'uso di queste funzionalità specifiche.

In un messaggio in formato TNEF è presente il testo della email senza formattazione ed una porzione separata in formato binario in cui sono compattate varie parti del messaggio originale (formattazioni, allegati, elementi specifici come i pulsanti per il voto, ecc.). Se il destinatario utilizza Outlook per leggere il messaggio questo viene correttamente ricomposto e visualizzato; se il destinatario utilizza un programma diverso che non è in grado di decodificare il TNEF allora riuscirà a vedere solamente la parte di testo normale ed il resto sarà contenuto nell'allegato (con estensione ".dat" o ".eml") che però risulterà inutilizzabile ed inservibile o addirittura sarà ignorato (ad esempio Outlook Express e Windows Mail in alcui casi non mostrano nemmeno l'allegato ignorando la presenza dei dati binari non interpretati).

Questo formato speciale viene correttamente interpretato da Outlook e da Exchange, ed ultimamente anche da qualche altro client di posta (ad esempio GMail dovrebbe essere in grado di gestirlo senza grandi problemi).

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Può capitare di effettuare un invio di un messaggio di posta elettronica, ed accorgersi solo dopo la spedizione che la dimensione è eccessiva (normalmente a causa di troppi allegati o di allegati troppo pesanti).
Il messaggio rimane bloccato nella cartella di posta in uscita. In qualche caso il server di posta riesce comunque ad effettuare un invio, anche se richiede molto tempo (parliamo di ORE, non di minuti), generalmente però si presentano diversi inconvenienti come ad esempio il blocco della posta in uscita, oppure l'invio multiplo dello stesso messaggio, o ancora un crash o una difficoltà applicativa da parte di Outlook che raggiunge alti livelli di CPU e di memoria occupata.

Il tentativo di cancellazione del messaggio in uscita non è così immediato: Outlook impedirà la cancellazione se la comunicazione con il server SMTP è già iniziata; in questo caso verrà mostrato un messaggio di errore che segnalerà che lo spooler MAPI ha già iniziato l'operazione di invio...

Il primo tentativo da fare in questi casi è di provare a mettere Outlook "fuori linea", usando il comando "File -> Fuori rete". Attendere poi un minuto o più, chiudere Outlook e riaprirlo. A questo punto si potrà tentare la cancellazione del messaggio.

 

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In alcune installazioni, dopo l'aggiornamento di Internet Explorer (sia per la versione 6.0, che 7.0 che 8.0) oppure dopo l'installazione di qualche patch legata a questo prodotto (IE) viene rilevata una anomalia nel corretto funzionamento degli hyperlink (collegamenti ipertestuali) all'interno dei messaggi di posta elettronica, e viene generato un messaggio di errore:

"Operazione annullata a causa delle restrizioni attive nel computer in uso. Contattare l'amministratore del sistema"

Il problema è riconducibile ad una chiave di Registry di Windows:
  HKEY_Local_Machine\Software\Classes\htmlfile\shell\open\command
che risulta danneggiata oppure non esistente.

L'anomalia è quindi legata ad Internet Explorer a cui Outlook demanda l'operatività e l'esecuzione del codice HTML (ed anche degli hyperlink), ed è sufficiente intervenire sulla chiave sopra citata per risolvere il problema.

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Durante l'utilizzo di procedure esterne ad Outlook oppure con add-in e componenti di terze parti è possibile che compaiano avvisi di questo tipo:

"Un programma sta tentando di inviare automaticamente la posta elettronica. Consentire l'operazione? Se l'operazione non è prevista, potrebbe trattarsi di un virus, pertanto scegliere "No".

oppure:

"Un programma sta tentando di accedere agli indirizzi di posta elettronica memorizzati in Outlook. Consentire l'operazione? Se l'operazione non è prevista, potrebbe trattarsi di un virus, pertanto scegliere "No". "

Questo avviso che è parte dei meccanismi di protezione di Outlook per combattere eventuale codice non autorizzato all'accesso ad Outlook (codice "maligno" di virus o applicazioni sospette) e che è presente in tutte le versioni a partire da Outlook2000 + ServicePack3, può essere disabilitato solamente tramite specifiche opzioni amministrative.

 

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Ecco un problema che si presenta soprattutto agli utenti meno esperti, e che è da ritenersi altamente bloccante. La causa principale è, per esperienza, quasi sempre indipendente dall'applicativo Outlook e soprattutto legata alla configurazione oppure ai provider di posta. Vediamo di approfondire il tema...

Per prima cosa occorre ricordare che la spedizione della posta verso Internet (posta in uscita) e lo scaricamento della posta sul proprio client di posta (posta in arrivo) sono due processi distinti e che si basano su protocolli e su servizi differenti. Non è quindi così strano che in alcuni casi funzioni perfettamente uno e non l'altro, e non è detto che la soluzione per un problema sia anche la soluzione per l'altro. Questo articolo cerca di approfondire l'argomento della spedizione.

Quando ci si limita a segnalare che ci sono problemi nella spedizione della posta si fa, purtroppo, una segnalazione piuttosto generica che potrebbe avere diverse cause e di conseguenza non esiste un unico modo per risolvere il problema. Bisogna in questi casi indagare ulteriormente ed individuare con precisione la causa.
Questo articolo si ripropone di dare alcuni suggerimenti, sulla base delle cause più comuni.

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Se ci si trova nella situazione di dover eliminare dei messaggi di conferma di lettura che per qualche motivo sono rimasti bloccati in Outlook si può ricorrere ad una soluzione molto semplice, ma purtroppo non sempre efficace, oppure in alternativa ad un intervento abbastanza invasivo sul data store e che richiede l'utilizzo di strumenti di terze parti.

Questa tipologia di messaggio non viene mostrata nella normale cartella di posta in uscita, quindi non risulta visibile e di fatto nemmeno eliminabile come si farebbe con un semplice messaggio.

Il primo tentativo che si può tentare di fare e che non richiede particolare esperienza consiste nel configurare un server SMTP diverso da quello attuale (parliamo di configurazione dell'account, e dell'indirizzo del server di posta in uscita), avendo l'accortezza di inserirne uno che sappiamo permetterci il corretto inoltro della posta, generalmente quello fornito dal provider che ci connette ad Internet (non importa se le mailbox sono di altri provider).

Se questa operazione non è invece sufficiente a sbloccare la situazione allora i principali metodi alternativi per intervenire sono tre, che trovate descritti più sotto. In tutti i casi serve avere un po' di manualità, ed anche se la procedura è indicata passo-passo, ne sconsiglio l'utilizzo da parte di utenti poco esperti perchè c'è il rischio di andare a modificare delle configurazioni che potrebbero portare a fare più danni...
I metodi a cui fare riferimento sono i seguenti:

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Vi è mai capitato di ricevere un messaggio in formato HTML, di non riuscire a vedere le immagini al suo interno ed al loro posto trovare un "segnaposto" simile a questo?

Si tratta in genere di messaggi che includono dei riferimenti a fonti esterne, per esempio dei link ad immagini erogate tramite siti web su Internet e non contenute direttamente nel messaggio di posta. Trattandosi di fonti esterne il contenuto viene considerato potenzialmente a rischio, quindi viene bloccato.
Non si tratta quindi di un'anomalia: è espressamente voluto come tutela e protezione nei confronti di alcuni meccanismi usati dagli SPAMmers e chiamati in gergo tecnico "Web beacons" o "web bugs" (per un approfondimento rimando a Wikipedia (in lingua Inglese: http://en.wikipedia.org/wiki/Web_bug).

Se si è certi che il contenuto sia sicuro si può abilitare la visualizzazione delle immagini in almeno due modi:

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In situazioni di utilizzo di Microsoft Outlook con Exchange Server, nonostante Outlook sia in lingua italiana, i nomi delle cartelle "standard" per alcuni utenti sono in Inglese anzichè in Italiano. Ad esempio:

  • "Inbox" anzichè "Posta in Arrivo"
  • "Outbox" anzichè "Posta in Uscita"
  • "Sent Items" anzichè "Posta inviata"
  • ecc...

Il motivo è presto spiegato.
Il nome delle cartelle viene memorizzato all'interno della mailbox sul server, e viene creato quando il primo client (ad esempio Outlook) accede alla mailbox successivamente alla sua creazione. In questa situazione viene rilevata l'impostazione di linguaggio del client, e viene passato il relativo codepage alla mailbox affinchè vengano applicati i nomi coerenti con quel linguaggio. Se il codepage rilevato è quello italiano ("IT") allora le cartelle assumeranno un nome in lingua italiana. Se il client verrà rilevato in lingua inglese (oppure non potrà essere rilevato) allora i nomi applicati alle cartelle saranno in Inglese.
Ai successivi accessi alla mailbox il nome non verrà più cambiato,e dovrà essere resettato (vedere più sotto) o modificato manualmente. Possono avere influenza sulla determinazione del codepage:

  • il linguaggio dell'applicazione client;
  • il Regional Setting ("Pannello di Controllo -> Impostazioni Internazionali") dell'account di Windows utilizzato;
  • il linguaggio delle DLL delle MAPI installate sul computer dal quale si effettua il primo collegamento.

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Ecco un altro problema che si presenta soprattutto agli utenti meno esperti, e che è da ritenersi bloccante, oltre che fastidioso. La causa principale è quasi sempre legata ad una non corretta configurazione degli account oppure ad alcune restrizioni applicate dal provider di posta. Vediamo di approfondire il tema...

Occorre sempre ricordare che la spedizione della posta verso Internet (posta in uscita) e lo scaricamento della posta sul proprio client di posta (posta in arrivo) sono due processi distinti e che si basano su protocolli e su servizi differenti. Non è quindi così strano che in alcuni casi funzioni perfettamente uno e non l'altro, e non è detto che la soluzione per un problema sia anche la soluzione per l'altro. Questo articolo cerca di approfondire l'argomento dello scaricamento della posta, mentre per la parte di spedizione si rimanda ad altro articolo di questo sito:

http://www.msoutlook.it/index.php?option=com_content&view=article&id=45&Itemid=24
"Non riesco a spedire la posta!"

Il problema specifico dello scaricamento della posta è potenzialmente generato da diverse cause, e non esiste un'unica regola per intervenire e risolvere l'anomalia; prima di tutto bisogna capire cosa impedisce l'operazione e di conseguenza intervenire. Questo articolo si ripropone di dare alcuni suggerimenti per individuare la reale causa, sulla base delle situazioni più comunemente rilevate.

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